Ecce Corpus

La patologia anoressico-bulimica non è fame di cibo. E’ fame di controllo e di autocontrollo, le ossa che affiorano sotto la pelle raccontano di donne che vogliono rinunciare all’amore perché l’amore le ha logorate, vogliono rinunciare ad esistere e quindi rinunciano a mangiare.
Si separano quindi dalla realtà e la ricostruiscono tutta all’interno del proprio corpo, dove si vessano, si mortificano ed espiano il fatto di esistere. Loro sono, qui e ora, in funzione della propria rinuncia al cibo.
In questo scatto il corpo consumato dalla malattia stride con l’anima vivissima celata sotto gli occhi sbarrati di questa donna che ha smarrito il controllo di sé mentre lo stava anelando. E’ una donna che cerca di rendere visibile il proprio dolore interiore rendendo paradossalmente invisibile il suo corpo, a rischio della vita.
Il gesto dell’abbraccio come unico scudo a protezione di un’anima che splende nonostante un corpo ormai corroso dalle vicissitudini psicofisiche che ne fanno il manifesto della paura di vivere, del rincorrere una perfezione che non esiste, spettro che mantiene l’unica scintilla vitale in quegli occhi, insieme inquietanti e vivi, che mai come questa volta sono specchio dell’anima. Il corpo viene nascosto quasi a dire che non ha più importanza, che l’essenza è altrove.
L’aureola la rende santa, non per parallelismo storico o per virtù o ancora per miracoli, ma perché il santo è letteralmente il morto eccezionale, cioè colui che muore per un’eccezione, in una dimensione a lato rispetto a quella della morte delle donne e degli uomini comuni.
Con il proprio corpo ed il proprio martirio essa è un monito al non-esempio.
Questa serie nasce dall’incontro con il lavoro di Giovanna Lacedra, artista che da tempo si occupa del tema dei disturbi alimentari con la performance e mostra-confessional “Io sottraggo”, dai cui disegni traggo ispirazione per questa indagine sul corpo femminile che diventa emblema del rifiuto di questa stessa femminilità.

Dettagli del progetto
Nome: Ecce Corpus
Anno di realizzazione: 2012
Committente: Personale
Hanno collaborato: Francesca Perillo
Scatti: Marino Festuccia
Post-produzione: Marino Festuccia
Location: PassOver.lab
Concept: idea originaria Giovanna Lacedra, sviluppo fotografico Marino Festuccia